QUALCOSA SU DI ME
Sono nato a Brindisi nel 1954. Dal 1975 vivo a Roma dove, dopo essermi laureato in Psicologia, esercito la psicoterapia in privato. Sono collaboratore di associazioni di pazienti e di mutuo aiuto, e Presidente di una di queste. Ho pubblicato sette libri:
Per notizie più approfondite t'invito ad andare avanti nella lettura della pagina e del sito. La mia storia "pubblica" cominciò nel lontano 1967 allorché, tredicenne, partecipai alla mia prima mostra di pittura under 30 (per autori sotto i trent'anni), dove venni inopinatamente segnalato. Seguirono anni di mostre, concorsi di pittura e letterari, di cui conservo ancora qualche diploma di segnalazione e qualche coppa ricevuta in premio. A 20 anni (nell'anno accademico 75-76) feci un anno di studi all'università di Pisa, alla facoltà di Medicina. Qui, indeciso se proseguire gli studi o iscrivermi a Psicologia, mi fornii di una prima "istruzione informale" nella psichiatria dinamica e nella psicoanalisi grazie a Silvano Arieti (Presidente dell'American Academy of Psychoanalysis, della Society of Medical Psychoanalisis e della William Alanson White Psychoanalytic Society,
nonché autore di innumerevoli pubblicazioni). Ebreo pisano e vecchio amico di famiglia, Silvano Arieti fu uno dei primi "cervelli" italiani costretti ad emigrare negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali. Nonostante la sua insistenza perché io proseguissi gli studi di Medicina indirizzandomi verso la specializzazione in Psichiatria, per la quale si offrì di ospitarmi a New York, dal '76 mi trasferii a Roma,
passando alla facoltà di Psicologia. Negli anni 1982-85, affascinato dalla "follia" e dalla pratica (antipsichiatrica) del contatto diretto con essa, presi a frequentare l'Ospedale Psichiatrico di Roma "Santa Maria della Pietà", dove collaborai ad un progetto di de-ospedalizzazione e riabilitazione dei malati lungodegenti. L'esperienza ebbe un valore formativo fondamentale: la conoscenza intima, profonda, dei degenti (i "malati di mente") mi chiarì quale e quanto fosse il patrimonio di ricchezza umana e sociale degradato non solo dalla patologia, ma anche - e soprattutto - dalla rozza gestione "tecnico-specialistica" della psiche. Quegli anni si conclusero con la cura del libro collettivo Una finestra sul reale (Roma, 1985, Cooperativa Editrice Il Manifesto anni '80), raccolta di poesie dei pazienti manicomiali. Nel decennio '82-92, dedicatomi interamente alla pratica privata, collaborai con Luigi Anepeta alla
formulazione della Psicopatologia Struttural-Dialettica, e della correlata Psicoterapia Dialettica. La teoria, di ampia ed alta complessità, si pone come una ontologia scientifica, come una spiegazione dei fatti psichici e sociostorici radicalmente innovativa rispetto alle varie tradizioni sia psichiatriche che psicologiche. Negli anni 1989-95 frequentai il Centro Ricerche di Gruppo di Roma "Il Pollaiolo" collaborando con la sua rivista, denominata prima "Gruppo e funzione analitica", poi "Koinos". L'esperienza, nonostante la fruttuosa ricerca di carattere culturale, fu deludente dal punto di vista umano. La gratificazione dovuta all'apprezzamento pubblico da parte di Francesco Corrao (ex Presidente della SPI, la Società Psicoanalitica Italiana) e di alcuni amici non resse a lungo. Con la morte di Corrao, avvenuta nel '94 si scatenò un'indecorosa "lotta per la successione" che vide in difficoltà le figure, come me, non allineate. Nel '95 lasciai il gruppo, anche per la sostanziale divergenza teorica, impossibile da sanare. Negli anni 1993-99 collaborai con la rivista "Gli Argonauti" di Davide Lopez. Nella rivista facevano spicco, oltre allo spirito vulcanico di Davide Lopez, interventi e articoli di autori italiani e anglosassoni di livello internazionale. Attraverso la rivista, ebbi un interessante contatto con la migliore psicoanalisi che si facesse in quegli anni in Italia e nel mondo. Non di meno, nonostante la liberalità verso gli "esterni" che caratterizza in positivo il clima milanese a fronte di quello romano (in genere più "clientelare"), mi allontanai dalla rivista nel 99 dopo una censura portata ad un mio scritto, definito sbrigativamente "troppo sociologico". Nel 1997, nella mia veste di scrittore, vinsi il premio "Nuove Lettere" dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli per il racconto inedito. Nel 1998 ho pubblicato il mio primo libro di psicopatologia, Passioni psicotiche, edito da Melusina. Nello stesso anno il libro è stato adottato dalla cattedra di Psicologia Sociale presso il corso di laurea per Assistenti Sociali dell'Università di Campobasso. Il libro ha avuto buone recensioni, fra le quali ricordo con particolare piacere una sulla rivista "Gli Argonauti". Fu presentato ad un convegno di psicoanalisi dallo psichiatra fenomenologico-esistenziale Bruno Callieri. Dal 1998 sono terapeuta e consulente scientifico presso la LIDAP (Lega Italiana contro i Disturbi d'ansia, di Agorafobia e da attacchi di Panico). L'esperienza, nella quale l'utente viene inserito in una struttura associativa, ha confortato in me l'idea, già pienamente maturata negli anni '80, che il disagio psichico possa risolversi in modo più giusto e più ricco se inserito in un processo sociale. A confronto col simile, l'individuo sofferente si riconosce e si supera, fino ad integrare all'interno di sé una più profonda consapevolezza del proprio personale significato esistenziale e storico-sociale. Nel 2000 ho pubblicato il libro Uscire dal panico. Ansia, fobie e attacchi di panico (FrancoAngeli, Milano, 2000). Il libro è una sintesi di storie cliniche e di riflessioni sul potere terapeutico risolutivo della coscienza dialettica. L'ansia e il panico vengono osservati da un'ottica che trascende l'ambito psicopatologico per aprire un discorso sulla compatibilità della ricchezza umana individuale con la povertà delle strutture mentali collettive. Il successo del libro é venuto a premiare sia il suo stile, immediato ed evocativo, sia la nuova teoria, chiara e incisiva nel mostrare la genesi e la soluzione del disturbo. Nel 2004 il libro ha avuto la prima ristampa della terza edizione, confermando un trend positivo di un'edizione esaurita più o meno ogni anno. La cosa, più che lusingarmi sul piano del "successo", mi fa dono di un'intensità di dialogo che non accenna ancora ad esaurirsi. Nel 2001 viene pubblicato il libro di Luigi Anepeta Miseria della neopsichiatria, del quale ho curato le Appendici. Il libro pone la schizofrenia e, per estensione, l'intero campo della psicosi in una luce totalmente nuova rispetto all'interpretazione psichiatrica corrente. Allo stesso tempo rappresenta una formulazione ampia e sintetica quanto possibile della nuova disciplina, la Psicopatologia Dialettica. Dal 2002 sono socio fondatore e Presidente dell'associazione AMA di Roma, nella quale ho fatto confluire la mia lunga e positiva esperienza con la LIDAP, e che si occupa della promozione e della supervisione dei gruppi civici e di mutuo aiuto maggiormente attenti al disagio psicologico e sociale e alla gestione delle risorse umane. Dell'Ottobre del 2002 é la pubblicazione del mio terzo libro, intitolato Volersi male. Masochismo, panico, depressione (editore Franco Angeli), nel quale approfondisco le relazioni fra il masochismo caratteriale, il panico e la depressione. Il libro vuole distinguersi nel panorama psicologico contemporaneo per la particolare attenzione dedicata alla percezione umanistica del "caso clinico" e alla forma letteraria generale. In questo senso esso palesa una mia convinzione di fondo: che l'arte sia un aspetto fondamentale della psicoterapia, perché consente di rendere comunicabile e socializzabile anche il sintomo più resistente alla cura. Nel 2006 il libro ha avuto la seconda ristampa della seconda edizione, segno dell'ampio riscontro ottenuto da un pubblico che per un verso riconosce nella disposizione psicologica a farsi del male una realtà privata e sociale più ampia di quanto appare, per l'altro individua nei temi della sensibilità, dell'introversione, dell'intelligenza critica e riflessiva, caratteri d'identificazione personale da salvare - anche attraverso un libro - da qualunque forma di danno portato da altri o da se stessi. Dello stesso periodo è la creazione di questo sito (Depressione, panico, solitudine...), pubblicato poi nel Settembre del 2003. Esso nasce allo scopo di rappresentare le mie passioni e il lavoro a queste connesso; e di creare un luogo di cultura psicologica e umanistica nel quale informare su argomenti "caldi", rispondere a quesiti, avviare un'opera di comunicazione "a rete" che realizzi una più ampia e profonda consapevolezza del mondo in cui viviamo e dei mondi cui possiamo dare forma nella nostra immaginazione creativa. Del 2004 è la pubblicazione del mio quarto libro: Crescere in un mondo malato. Bambini e adolescenti in una società in crisi (editore FrancoAngeli). Il libro tenta di rinnovare alla radice le analisi contemporanee sul malessere psicologico che colpisce sempre più i bambini e gli adolescenti del nostro mondo. Questo malessere è indagato alla luce della psicoantropologia, ossia di una scienza che parte dall'analisi dei fatti socio-storici generali e del confronto fra ideologie globali, per discendere alla comprensione dei mali psicologici individuali. La novità del libro consiste nell'affermazione che è impossibile capire un male individuale se non in rapporto ai più vasti mali del mondo, che oggi come mai in precedenza entrano nelle nostre case in mille modi e in mille forme diverse. Ancora del 2004 è la creazione del Circolo culturale "Fabula", cui si associa il Laboratorio di Scrittura Creativa Terapeutica con lo stesso nome. Il Circolo si rivolge a coloro che hanno a cuore la dimensione scientifica
umanistica e quella della narrazione letteraria. In un senso, il circolo si dà l'obiettivo di raccogliere discussioni e ricerche sulle società umane e sulle realtà individuali (psicologia, sociologia, filosofia, antropologia, ecc.). Nell'altro,
il fine del circolo è da una parte quello di condividere e commentare opere letterarie di patrimonio pubblico, dall'altra quello di realizzare le proprie. Il Laboratorio utilizza la pratica della scrittura sia in senso letterario, sia in senso terapeutico.
Le persone che vi partecipano apprendono le strumentalità adatte a raggiungere la catarsi letteraria, e a trarne effetti psicoterapeutici. Nel 2005 escono quasi contemporaneamente due miei libri. Si tratta di due libri dalla genesi comune. Il primo è Autoterapia. Guarire la propria psiche con strumenti personali (Franco Angeli). Il libro descrive la possibilità dell'autoterapia, ossia della gestione
personale della propria psiche a partire da risorse che ciascuno di noi - chi più chi meno - possiede. E' intuibile che il libro nasce allo scopo di favorire il percorso individuale nei gruppi di auto mutuo aiuto dotando la cultura della mutualità di una ricca riflessione sull'autonomia
potenziale dell'io. In sostanza il libro calca la mano sul concetto di "auto" aiuto e non solo su quello di "mutuo" aiuto (come di solito avviene). Ricco di notazioni filosofiche, il libro, fra l'altro, narra la vicenda umana di un mio amico morto suicida e tratteggia elementi della mia
vita personale, allo scopo di promuovere una cultura nella quale lo psicoterapeuta non si nasconda dietro l'identità di ruolo (sempre più ipocrita e mistificata) ma accetti la sfida dell'autoanalisi pubblica.
Nel 2006 ho pubblicato il libro Quando l'amore è una schiavitù (Franco Angeli), dedicato al grave problema della dipendenza affettiva, e segnatamente di quella femminile. Il libro mi ha posto di fronte alla necessità - dopo il femminismo - di tornare a riflettere sulla condizione femminile: sulla formazione dell'identità psicologica femminile e sul suo statuto a metà fra la liberazione del suo potenziale di amore e di creatività e il suo asservimento e auto-asservimento ad opera delle istanze più restrittive e conservatrici della società, sia oggettive che interiorizzate nella psiche personale. Sempre del 2006 è la mia nomina a membro del Comitato dei consulenti terapeuti della LIDAP. Il numero ristretto di membri (5 persone) e l'assenza di gerarchia tra di essi è tale da garantire uno scambio agile tra colleghi e una particolare efficacia nella formulazione delle risoluzioni.
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